The world was over before it started

In ogni tempo e in ogni luogo del mondo una forza sovrannaturale, quasi invincibile, ha governato la vita degli essere umani. Non si tratta della religione nè di varie credenze o convinzioni che nei secoli possono essersi insinuate nelle menti umane; credo solo si tratti del destino. Da sempre il destino si è preso gioco dell’intelligenza umana, falsamente ritenuta superiore a tutte le altre intelligenze presenti nel mondo. Il destino ha giocato con astuzia le sue carte prendendo di mira, di tanto in tanto, le punte di diamante dei secoli che gli toccavano sotto mano. Li metteva alla prova con sfide dalla difficile risoluzione ma non impossibili. Ed è così che l’uomo, essendo certo di vincere, soccombeva sotto la più semplice delle trappole. Andando avanti nei secoli, puntualmente, l’astuto uomo, cedeva abbindolato al destino, che poi, beffeggiandolo, vinceva la partita. Con il passare del tempo il destino inventò delle trappole che l’uomo accolse felicemente, credendo di agire nel modo più giusto! Inventò che gli uomini di colore fossero inferiori, inventò che anche gli ebrei fossero inferiori, che gli omosessuali, le donne, i bambini, i malati, chi aveva idee diverse dagli altri …   fossero tutti inferiori. Nonostante la banalità del pensiero che si ripeteva invariato, il destino sperava sempre che l’uomo avesse imparato la lezione dopo le prime volta. E invece, la grande astuzia umana, con grande sorpresa, ripeté sempre gli stessi errori, portò la guerra nel mondo così come fanno gli esseri senza ratio nè ingegno, portò all’odio, alla morte, alla povertà … e così il destino, inorridito, si arrese a quell’impresa che riteneva anche troppo semplice. Dopo secoli di prove, proprio per quella razza che si autoriteneva superiore, finalmente il destino rinunciò alla colossale impresa di migliorare quell’essere vivente ancora così lontano dalla perfezione da risultare sconvolgente ed imbarazzante. Decise, così, che il contrappasso giusto per espiare tutti i terribili crimini commessi dall’umanita contro l’umanità stessa, fosse proprio quello di essere derisi per tutto il tempo che sarebbe venuto … per l’eternità. E così: dittatori, re, regine, capi di stato, militari, tiranni, sovrani, guerrieri, condottieri, ufficiali … ancora oggi vengono ricordati non come eroi dei tempi antichi, non come salvatori della patria, o geni , o luminari, o superuomini come pensavano di essere ricordati in futuro. Il loro destino fu , e sarà sempre, quello di essere ricordati per l’opposto:  per il lori errori, per la distruzione che lasciarono dopo essere passati, per il dolore, la morte, la disperazione di chi aveva subito i loro insignificanti ideali di giustizia e di morale, che invece di portarli alla gloria li hanno  solo condotti verso un baratro dal quale è impossibile uscire.

” E’ a madame Giustizia che dedico questo concerto, in onore della vacanza che sembra aver preso da questi luoghi e per riconoscenza all’impostore che siede al suo posto “

“Mentre il manganello  può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato”

 

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