Restart

“La notte porta consiglio” pensava F. mentre ascoltava la città silenziosa che dormiva. Aveva sentito centinaia di volte questa frase ma non ne aveva mai compreso  il significato prima di quella sera. Era stata una giornata molto fredda e l’oscurità portò con sé l’umidità della pioggia che entrava dalla finestra della sua stanza sulla quale era poggiata, e quell’aria pungente le faceva bruciare il naso e la gola. F. sentiva che di lì a poco avrebbe piovuto a dirotto e l’attesa del temporale la aiutava a rimanere sveglia. Si sentiva in pace con se stessa in quel silenzio assordante, senza neanche una parola , un sospiro, un suono di troppo …  e il buio la rilassava. Pensò che era il momento giusto per riflettere su di sé , sulla sua vita e su tutto ciò che la circondava. Solo in quel momento F. pensò che gli avvenimenti della sua vita si ripetevano simili nel tempo, momenti analoghi ricorrevano periodicamente  e poi si concludevano. Immaginò che, forse, per ognuno di noi la vita ha uno schema ben preciso e il suo destino , secondo lei, aveva preso una vera e propria forma ad anello, dove l’inizio e la fine coincidono senza poter essere distinti una volta uniti. Tutte le persone che avevano deciso di entrare a far parte della sua vita poi avevano scelto di andare via; qualcuno in maniera plateale ed appariscente, altri in punta di piedi senza neanche dare spiegazioni. Dopo anni a chiedersi il perché di certi avvenimenti F. comprese finalmente che lei non aveva alcuna colpa,  era sempre stata lì ferma e proprio con i suoi occhi aveva visto arrivare e poi scappare una moltitudine di gente … e nel frattempo lei era sempre rimasta ferma lì. Un pò come uno spettatore a teatro F. aveva osservato lo spettacolo della sua vita senza prenderne mai veramente parte, lasciandosi cullare solo dalle assurde decisioni degli altri che avevano portato nella sua vita disordine, irrazionalità, incoerenza, insensatezza e pura follia. Alla luce di questi nuovi pensieri e di queste nuove prese di coscienza F. decise di cambiare il copione di quell’assurdo spettacolo che era la sua vita e che da adesso in poi l’unica protagonista sarebbe stata lei. Quella notte, appoggiata sul davanzale della sua finestra mentre le prime gocce di pioggia gelida le bagnavano le mani, decise che in un modo o nell’altro avrebbe dovuto spezzare quell’anello. Non sapeva né se fosse possibile né quanto tempo avrebbe dovuto impiegare per riuscire nell’intento, ma quello adesso era il suo unico obiettivo. Solo così avrebbe potuto ricominciare da capo e, finalmente , sperare che niente si sarebbe più concluso nel punto esatto dove era cominciato.

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