Madness

viale_alberato_pavese

A. camminava attraverso un viale abbandonato. Non sapeva dove si trovasse e poco le importava. Avrebbe potuto camminare per ore senza sentire la fatica prendere il sopravvento sul suo corpo, tenendo gli occhi fissi davanti a sé e senza pronunciare alcuna  parola. Nonostante l’aria fredda dell’autunno le calasse addosso inesorabile, non esisteva nulla attorno a lei : le foglie sull’asfalto che rotolavano vorticosamente a causa della brezza gelida, gli alberi che sembravano danzare col vento, la nebbia fina che avvolgeva tutto rendendo il paesaggio surreale. Nulla. Solo un assordante silenzio la accompagnava. A. rimaneva con gli occhi fissi verso l’ignoto. La sua mente era fervida come quella di un bambino, ma i suoi occhi erano spenti, inespressivi, senza vita. Continuava a camminare, troppo lentamente, cercando di scappare da qualcosa che neanche lei conosceva, proprio come le foglie attorno a lei cercavano di scappare dal vento, creando degli incantevoli vortici che si sollevavano dal terreno umido verso il cielo. Pensò che il vento non può vederlo nessuno, a meno che non incontri un ostacolo che non lo riveli. Poi, quell’unico pensiero razionale lasciò nuovamente  posto a pensieri sempre meno chiari, più insensati ed incoerenti , poi alcune immagini sbiadite, dei volti sorridenti, e altri no, parole sconnesse, poi di nuovo pensieri illogici e immagini sfocate, forse,  lontane nel tempo e nella memoria. Continuò a camminare così, dirigendosi verso un posto sconosciuto, un passo dopo l’altro, con la mente sempre più pesante e confusa e lo sguardo spento. A. sembrava persa, forse tra sogno e realtà, forse tra desiderio e paura, e non si sarebbe ritrovata molto presto. Aveva deciso di rimanere in quel vortice in cui nulla aveva senso, in cui nessuna regola avrebbe governato e controllato la sua mente. A. voleva essere libera. Ma aveva scoperto, forse troppo tardi, che la libertà ha un costo, che tutti dobbiamo perdere qualcosa se vogliamo essere liberi e che tutto ha un prezzo nella vita. Il suo era stato lei stessa.

(Track: comptine d’un autre été l’après midi)

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