Equilibrio

Buon pomeriggio a tutti! oggi finalmente ho trovato il tempo di trattare un argomento da voi consigliato, che,  a dirla tutta, ho sempre cercato di evitare fino a questo momento. Non perché non sapessi come affrontarlo o perché mi facesse relativamente paura. Semplicemente perché è un argomento così vasto per me, che un articolo non mi potrà mai bastare. Mi servirebbero almeno 2 anni per esprimere tutte le idee che ho su di esso e almeno 5\6 libri da compilare meticolosamente pagina per pagina. Per prima cosa, nonostante la mia sconfinata esperienza nel campo delle amicizie, io non sono assolutamente la persona adatta per parlarne, perciò mi sollevo da qualsiasi responsabilità! Certamente, se vanto una così vasta esperienza in questo campo, vi starete chiedendo perché allora non sono adatta per parlarne: ve lo spiego subito. Partiamo da un fatto molto semplice, io ho un’idea di amicizia che non ha nessuno, o almeno nessuno che conosco. ( E questo già dovrebbe farvi capire quanto è stato difficile). Per me l’amicizia è amore. Certo è un altro tipo di amore rispetto a quello che si può avere per un fidanzato o per un familiare, ma sempre amore è. Ecco, il fatto è che io ho sempre dato tutta me stessa alle persone che ho amato ma ho sbagliato in una singola cosa: ad aspettarmi lo stesso da loro. Non era mai uguale, era sempre meno o sempre diverso l’amore che ricevevo in cambio, in certi casi non c’era proprio e in altri era confuso, alterato o  falso. Insomma, ho incontrato persone di tutti i tipi che mi hanno portata a fare esperienza di tutti i tipi.  Questo mi ha portata a guardare il mondo con occhi diversi, anzi proprio con altri occhi. Adesso riconosco a vista quelli che dietro la maschera nascondono un’anima oscura e tormentata, come quelli, invece , che dietro la timidezza e al silenzio celano un animo sensibile e dolce. Mi basta uno sguardo per riconoscere quelli feriti , quelli che zoppicano perché sono stati attaccati troppe volte e mi basta ancora meno di uno sguardo per riconoscere i deboli, quelli che hanno così tante ferite nel corpo da non ricordare neanche più cosa significa stare bene. Ma poi nel tempo ho imparato a riconoscere un’ultima categoria… che è riuscita  a farmi ricredere anche sulle qualità positive dell’essere umano, sui valori della gente e sull’intelligenza che le persone  vantano di avere… non so come definirli, non sono mai riuscita  definirli a dirla tutta… forse perché una definizione non la meritano  neanche, ma oggi per voi cercherò di fare un’eccezione e di trovare una parola che possa descriverli appieno. Così dopo svariate ricerche sono finalmente arrivata ad una descrizione per me appropriata: mefistofelico. Sapete che categoria sono i mefistofelici? sono quelli con il mezzo sorriso stampato in faccia, con lo sguardo così intenso da entrarti dentro in maniera violenta, quelli che vedi intenti ad osservare le persone dall’alto in basso mentre sul loro viso noti spuntare una smorfia che ha ben poco di umano, quelli così tanto sicuri di se stessi da aver venduto l’anima al diavolo pur di sentirsi potenti ed invincibili per tutta la vita. Attenzione però, l’esperienza mi insegna che la vita non guarda in faccia nessuno e che,come nel passato ha sbattuto la porta in faccia a noi, adesso la sbatterà in faccia a qualcun altro, ma più forte e più violenta di quanto non crediamo …  lasciando delle ferite lì dove nessuno era riuscito a provocarle. Io lo chiamo : equilibrio. 

“Che brutta razza e’ quella delle persone la cui anima riposa tutta sul cerimoniale, il cui poetare e fare consiste per anni nel mirare unicamente alla conquista di un posto piu’ importante a tavola!” ( Goethe)

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